Sala Santa Rita
La Sala Santa Rita è uno spazio polifunzionale che l'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma ha inaugurato nel febbraio 2004 al centro della città, dopo un accurato lavoro di restauro, con l'obiettivo di farne una delle sedi privilegiate per le proprie iniziative culturali ed istituzionali.
Nel suo scenario raccolto e suggestivo hanno luogo progetti espositivi di grande originalità e interesse, veri e propri cammei dedicati a sperimentalismi di ogni tipo, che dalle tradizionali espressioni delle arti visive trasmigrano fino a coinvolgere musica, teatro, fumetto, cinema, moda, producendo singolari incontri tra espressività diverse, individuate anche per la loro straordinaria capacità di valorizzare la particolarità di questo spazio situato al centro della città storica.
La struttura ellittica offre uno scenario suggestivo e raccolto, nel quale vengono realizzati progetti che attraversano i diversi linguaggi artistici contemporanei: esposizioni, performance, incontri, letture, installazioni, concerti, recital, proiezioni.
Sono state finora ospitate opere di grandi maestri quali Robert Capa, Arnaldo Pomodoro, Tommaso Le Pera, Roberto Capucci, Bartolomeo e Achille Pinelli, Antoine Jean Baptiste Thomas, Emanuele Luzzati, Altan, Pablo Echaurren, Federico Garolla, Maria Signorelli, illustratori come Mojmir Ježec, Michelangelo Pace e di giovani artisti e fotografi come Martux_M, Riccardo Venturi, Massimiliano Verdino, Lorenzo Vitturi, Piero Mottola, PierPaolo Verdecchi, Danele Vita, Giorgio De Finis, Maurizio Ribichini, Davide Reviati, Stefano Misesti.
La Sala inoltre ha ospitato l'edizione 2004, 2005 e 2006 del Festival delle Fotografie, con le mostre "I Tulkus del Tibet" di Martine Franck , "Original Malati" e "Vocazione Reporter" di Mario Dondero.
Le immagini esposte nella Sala vengono spesso accompagnate da suoni, proiezioni, parole e letture ad opera di grandi artisti e personaggi della cultura. Da ricordare in tal senso le performance di Ottavia Piccolo, Bruno Cagli, Omero Antonutti, Daniela Giordano, Gabriele Lavia, Magda Mercatali, Ascanio Celestini, Giampiero Bianchi, Ugo De Vita, Fabio Isman, Giancarlo Dotto, Oliviero Beha, Maria Rosaria Omaggio, Massimo Rinaldi, Erri De Luca, Valerio Magrelli, Gabriella Sica, Valentino Zeichen.
La gestione dello spazio e le attività realizzate sono curati dal Dipartimento Politiche Culturali e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Info InfoLa Sala Santa Rita rimane chiusa dal 30 luglio all'8 settembre 2010.
Riprende l'attività il 9 settembre con la nuova mostra fotografica "CHE CI FACCIO IO QUI? I BAMBINI NELLE CARCERI ITALIANE".
Indirizzo: Via Montanara (ad. Piazza Campitelli)
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18
Biglietto: Ingresso libero
Info: 06.67103780 - 06.67104226 -
06.67105568 -
060608
La storia La storiaLa Chiesa di Santa Rita da Cascia, sorta nei pressi della scalinata dell'Aracoeli sul luogo della medievale chiesa di "S. Biagio de Mercato" o "de Mercatello", è una chiesa barocca a pianta ottagonale sita di fronte al Teatro di Marcello.
Fu realizzata intorno al 1653 su progetto dall'architetto Carlo Fontana, che per la sua facciata studiò particolari accorgimenti prospettici per una percezione diagonale anziché frontale. Sotto Papa Alessandro VII Chigi (1655-1667) l'edificio divenne sede di una confraternita denominata della "S. Spina della Corona di Nostro Signore Gesù Cristo", cui poi si aggiunse il nome di Santa Rita da Cascia.
Nel 1928, durante i lavori per la costruzione del Vittoriano, la piccola chiesa venne smontata e solo nel 1937-40 fu ricostruita nello spazio attuale.
A seguito della ricostruzione la chiesa si mostrava isolata con il fianco sinistro scoperto, integrato poi ripetendo gli elementi architettonici della facciata.
Questa mantiene l'aspetto originario su due ordini di paraste corinzie raccordati dai monti, alludenti lo stemma Chigi, posti agli angoli, al posto delle più tradizionali volute.
L'ordine inferiore presenta tre arcate cieche con archi prospettici, quello superiore, con frontone, presenta arcate dello stesso tipo, di cui una centrale e due angolari.
L'interno è a pianta ottagonale preceduta da un piccolo atrio fiancheggiato da due vani rettangolari. La volta a botte lunettata con cornici in stucco e le paraste corinzie alle pareti ne rifiniscono le superfici.
L'esterno del complesso religioso venne, dopo la ricostruzione, totalmente restaurato nel 1950.
Nel 1952 l'edificio fu affidato alla congregazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza fondata da Don Orione, ed infine, nel 1990, tornò nel patrimonio disponibile del Comune di Roma e venne utilizzato per mostre ed eventi culturali fino alla chiusura nel 2001 per opere di restauro e consolidamento.
I lavori di restauro I lavori di restauroDal 1999 a metà 2003 il complesso monumentale dell'ex Chiesa di Santa Rita è stato oggetto di lavori di manutenzione.
Tali lavori hanno riguardato i prospetti esterni, la sala a pian terreno e gli ambienti superiori.
I prospetti esterni sono stati sottoposti ad accurata pulitura che ha restituito al travertino il colore originario. Le stuccature inidonee sono state rimosse o abbassate e sostituite.
Sulle parti a stucco si è intervenuti con il consolidamento, il trattamento degli elementi in ferro scoperti, la stuccatura di tutte le lesioni presenti. Tutti gli intonaci dei prospetti sono stati sottoposti a tinteggiatura previa realizzazione di indagini stratigrafiche.
La sala al pian terreno era stata resa inagibile a causa di distacchi di parti del cornicione, di porzioni dell'intonaco di volta e di modanature di pregio.
Il restauro conservativo, che ha interessato le strutture in travertino, finto travertino e marmo, ha comportato prima il consolidamento delle parti cadute mediante iniezioni di malta idraulica, inserimento di perni, riadesione e ricostruzione e poi il vero e proprio restauro conservativo e pittorico con pittura e discialbo, consolidamento e ricostruzione degli elementi lapidei e in travertino.
Questa operazione ha interessato anche gli stucchi e le altre decorazioni secentesche sopravvissute alla ricostruzione novecentesca.
È stata in questo modo rispettata e ricreata la struttura architettonica originaria, con la partizione dello spazio mediante altre lesene, capitelli e cornici modanate in travertino.
Le volte dell'aula centrale e del pronao sono state riportate alla coloritura originaria.
Presentazione Sala Santa RitaLa Sala Santa Rita è uno spazio polifunzionale che l'Assessorato alle Politiche Culturali del Comune di Roma ha inaugurato nel febbraio 2004 al centro della città, dopo un accurato lavoro di restauro, con l'obiettivo di farne una delle sedi privilegiate per le proprie iniziative culturali ed istituzionali.
Nel suo scenario raccolto e suggestivo hanno luogo progetti espositivi di grande originalità e interesse, veri e propri cammei dedicati a sperimentalismi di ogni tipo, che dalle tradizionali espressioni delle arti visive trasmigrano fino a coinvolgere musica, teatro, fumetto, cinema, moda, producendo singolari incontri tra espressività diverse, individuate anche per la loro straordinaria capacità di valorizzare la particolarità di questo spazio situato al centro della città storica.
La struttura ellittica offre uno scenario suggestivo e raccolto, nel quale vengono realizzati progetti che attraversano i diversi linguaggi artistici contemporanei: esposizioni, performance, incontri, letture, installazioni, concerti, recital, proiezioni.
Sono state finora ospitate opere di grandi maestri quali Robert Capa, Arnaldo Pomodoro, Tommaso Le Pera, Roberto Capucci, Bartolomeo e Achille Pinelli, Antoine Jean Baptiste Thomas, Emanuele Luzzati, Altan, Pablo Echaurren, Federico Garolla, Maria Signorelli, illustratori come Mojmir Ježec, Michelangelo Pace e di giovani artisti e fotografi come Martux_M, Riccardo Venturi, Massimiliano Verdino, Lorenzo Vitturi, Piero Mottola, PierPaolo Verdecchi, Danele Vita, Giorgio De Finis, Maurizio Ribichini, Davide Reviati, Stefano Misesti.
La Sala inoltre ha ospitato l'edizione 2004, 2005 e 2006 del Festival delle Fotografie, con le mostre "I Tulkus del Tibet" di Martine Franck , "Original Malati" e "Vocazione Reporter" di Mario Dondero.
Le immagini esposte nella Sala vengono spesso accompagnate da suoni, proiezioni, parole e letture ad opera di grandi artisti e personaggi della cultura. Da ricordare in tal senso le performance di Ottavia Piccolo, Bruno Cagli, Omero Antonutti, Daniela Giordano, Gabriele Lavia, Magda Mercatali, Ascanio Celestini, Giampiero Bianchi, Ugo De Vita, Fabio Isman, Giancarlo Dotto, Oliviero Beha, Maria Rosaria Omaggio, Massimo Rinaldi, Erri De Luca, Valerio Magrelli, Gabriella Sica, Valentino Zeichen.
La gestione dello spazio e le attività realizzate sono curati dal Dipartimento Politiche Culturali e dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.